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Albicocche

Albicocche
Semi del sole dolci e vellutati
Come l’albicocca ha conquistato il mondo

L’arte sta nel riuscire a cogliere il momento giusto. L’albicocca deve essere raccolta al punto esatto di maturazione, né troppo presto, né troppo tardi. Solo così riescono a sviluppare il sapore che le contraddistingue.
Aromatico, succoso, dolce e vellutato.
Raccogliendola troppo presto viene a mancare il tipico aroma dell’albicocca. Con una maturazione eccesiva invece viene a mancare l’eleganza tipica dei distillati e liquori della distilleria Pircher.
Per riconoscere il momento giusto, il contadino può fare affidamento solo alla sua esperienza e al suo intuito. Quando l’albicocca ha raggiunto il colore arancione-dorato ed è quasi sul punto di cadere dall’albero e si lascia facilmente spaccare in due, solo allora ha maturato il gusto ed è pronta per essere raccolta e procedere così verso la distilleria Pircher.

Adamo, Eva e l’albicocca
L’albicocca appartiene al genere Prunus della famiglia delle Rosacee. Viene menzionata la prima volta in Europa nel primo secolo avanti Cristo con il nome “mela armena”. Tuttavia essa non deriva, come il nome lascerebbe intuire, dall’Armenia. Le sue origini anzi sono da collocarsi nella Cina Settentrionale del terzo millennio avanti Cristo.
Gli abitanti della Val Venosta – coltivatori della famosa albicocca venostiana – scherzano addirittura dicendo che Eva non abbia tentato Adamo con una mela, ma bensì con un’albicocca. Nel primo millennio avanti Cristo l’albicocca è arrivata in Persia e in Armenia. I Persiani la veneravano chiamandola “Seme del Sole”.
Fu grazie alle conquiste di Alessandro Magno che l’albicocca venne portata in Grecia, raggiungendo infine l’Impero Romano. Da là conquistò il Mediterraneo e poi gran parte dell’Europa, il che dimostra quanto sia versatile questa pianta.

Dove l’albicocca si sente a proprio agio
L’albicocca contiene tanti sali minerali e beta-carotene, quale precursore della vitamina A. Lo sapevate che il beta-carotene è ottimo per la vista, e porta benefici alla pelle e alla mucosa? Inoltre protegge dalle infezioni alzando le difese immunitarie.
Oggi crescono circa 200 varietà di albicocchi in aree climatiche diverse della terra. Tra le aree di coltivazione tradizionali si annoverano la Pianura Ungherese, la Turchia, la Wachau Austriaca, la Svizzera e soprattutto la Spagna e l’Italia.
L’albicocco si sente a proprio agio nelle zone secche con un terreno caldo, ricco di principi nutritivi, ben arieggiato e permeabile.
Non sopporta invece terreni pesanti e umidi. Soffre se sottoposta ad un clima umido e freddo, essendo vulnerabile alle precipitazioni.

Distillati e liquori di albicocca
Nella maggior parte dei casi in primavera i contadini non sanno ancora se la raccolta sarà copiosa o scarsa. Le gelate tardive in fase di fioritura ed eventuali malattie potrebbero ostacolare la raccolta. Quindi è ancora maggiore la gioia quando in piena estate brillano sugli alberi dozzine di questi frutti arancioni-dorati.
Le albicocche destinate ai prodotti della distilleria Pircher, come l’acquavite di albicocche “Marilleler” e ad altri liquori e distillati pregiati, derivano esclusivamente dal Nord Italia.
“Albicocca Pellechiella” è il nome della variante con l’aroma pieno.
Solo i frutti più buoni e dolci vengono lavorati, appena raccolti.
D'altronde un vero buongustaio riconosce subito se la frutta con cui viene prodotto il distillato è di qualità e viene lavorata nel pieno della sua freschezza.